martedì 17 febbraio 2015

Best Bitter 4,3%





Birrificio: Bathams
Luogo: Midlands Occidentali, Inghilterra
Sito: www.bathams.com


In queste fuligginose lande inglesi, lo stabilimento Bathams è una vera leggenda, indissolubilmente connessa alle Ale locali stagionate in cask. Oltre che nei fieri pub appartenenti per tradizione, la disponibilità di questa birra è limitata ad un piccolo numero di publicans che sanno come trattare i cask che ricevono da Bull & Bladder, un brewpub di Brierley Hill a conduzione familiare da cinque generazioni. Il dolce saporr del primo impatto in bocca cede il passo al retrogusto dei luppoli Goldings e Northdown. Una gemma nascosta.


Fonte: Ben McFarland

lunedì 16 febbraio 2015

Muhlen Kolsh 4,8%




Birrificio: Malzmuhle Schwartz
Luogo: Colonia, Renania
Sito: www.muehlenkoelsch.de


I bruschi Kobessen (nome affibbiato ai camerieri di Colonia), noti per i loro modi spicci che fanno sembrare affabili perfino i garcons parigini, servono questa birra agli arcigni abitanti locali in un bar rivestito di pannelli di legno dove il tempo sembra essersi fermato. Qui si produce una Kolsch morbida, che effonde un gusto abbastanza amaro da indurvi a mangiare ben più che un assaggi o dei piatti renani a base di maiale. La Brauerei zur Malzmuhle ("birreria al malto") non concede nulla al turismo di massa ed è la taverna in cui ci si serve la Kolsch più carismatica della quarta città tedesca per grandezza.


Fonte: Ben McFarland

domenica 15 febbraio 2015

Cwrw Haf 4,2%




Birrificio: Tomos Watkin
Luogo: Swansea, Galles
Sito: www.tomoswatkin.com


Tomos Watkin aprì nel 1995 prima di rifugiarsi sotto le ali della Hurns Brewing Company, una ditta specializzata in bevande analcoliche. La birra si pronuncia "Kuru Haav" ed è una Ale estiva la cui paura delle vocali è pari alla sua bevibilità. Leggera, bionda ed equilibrata, mantiene ciò che promette nell'etichetta (purché capiate cosa dice).




Fonte: Ben McFarland

sabato 14 febbraio 2015

Toria 6,5%




Birrificio: De Hoevebrouwers
Luogo: Fiandre Orientali
Sito: www.dehoevebrouwers.be


La caratteristica che la coppia di proprietari di questo birrificio ha conferito ai suoi prodotti è la delicatezza più che la forza o la dolcezza. Dopo aver affinato le loro capacità come birrai casalinghi, i due hanno fatto esperienza in altri birrifici, lavorando più di fioretto che di randello. La Toria colma bene il divario tra una tradizionale Blonde e le luppolate Ale Belghe, con gli esteri che  integrano l'amaro del luppolo grazie alle leggere note fruttate. Una superba bevanda dissetante per l'estate e un vero tonificante per la bocca.



Fonte: Ben McFarland

venerdì 13 febbraio 2015

Ungespundetes Landbier 4,7%




Birrificio: Bayer Theinheim
Luogo: Fraconia, Baviera
Sito: www.bayer-theinheim.de


Una Kellerbier ("birra di cantina" non filtrata) della Fraconia, dorata e lievemente opaca, prodotta in un pub-birrificio con annessa distilleria, a pochi chilometri da Bamberga, fondato addirittura nel 1718. Morbida e frizzante, sa di crosta di pane fresco, con una nota finale di erbe amare.


Fonte: Ben McFarland

giovedì 12 febbraio 2015

Birre da Tavola




Storicamente la birra da tavola era ritenuta una bevanda dissetante di facile consumo, da gustare durante i pasti o per rinfrescarsi nelle pause del lavoro nei campi. Spesso oggi quando si parla di birra da tavola il discorso si esaurisce presto, ma nei Paesi in cui si perpetua la tradizione delle birre monastiche  - ad esempio in Belgio, ove è detta Tafelbier o Bière de Table - riceve ancora la dovuta attenzione.

Vista la forza di molte Abbey e Trappist, per i monaci non sarebbe stato saggio ingollarle regolarmente come bibite. Perciò, durante i pasti, come alternative più appetibile rispetto all'acqua, si affidavano alla birra da tavola, detta Patersbier, ovvero "birra dei padri", prodotta usando il mosto più debole, disponibile solo nel convento. La si consumava soltanto in occasione della Quaresima e durante il pranzo; fra gli esempi più noti si citano le Patersbier Petit Orval, Chimay Dorèe e una versione da 4 gradi prodotta dal Westvleteren fino all'ultimo decennio del Novecento. Fra i laici, la nascita della birra da tavola risale al tardo Ottocento, quando i birrifici tentarono di opporsi così al neonato movimento per l'astinenza dagli alcolici.

La birra da tavola è a basso contenuto alcolico (1-3 gradi), solitamente dolce e di colore variabile dal biondo chiaro al nero più cupo. E' ritenuta ottima per chi deve ancora imparare a bere e la si concedeva ai giovanotti belgi per educarli. Fino agli anni Settanta del secolo scorso veniva servita anche a scuola, e siccome le moderne bibite dolcificate riducono sempre più la capacità di attenzione degli studenti, si vocifera di un ritorno alla birra, sicuramente più ricca di sostanze nutrienti. Nelle case belghe la birra da tavola compariva anche durante la cena e spesso, con voluta noncuranza, la si serviva anche ai bambini, che potevano così sorseggiarla sotto il controllo dei genitori.

Il suo ruolo è stato oggi usurpato dalle bibite analcoliche e dall'acqua imbottigliata, sicché raramente troviamo birra da tavola sul desco familiare; tuttavia, nell'ambito dell'esplorazione degli antichi stili birrai, un certo numero di birrifici, come Kernel  e Jester King, hanno ricominciato a produrla. Tuttavia, non è facile stabilire dove finisca la birra da tavola e inizi la Session.


Fonte: Ben McFarland

mercoledì 11 febbraio 2015

Saison Cazeau 5%




Birrificio: De Cazeau
Luogo: Hainault, Vallonia
Sito: www.brasseriedecazeau.be


Nel 2004, dopo una chiusura di 35 anni, l'ingegnere Laurent Agache ha ridato vita allo storico birrificio Cazeau, le cui origini risalgono al 1753. Con un impianto di seconda mano per la fermentazione procuratosi al di là della Manica, nella città inglese di Hull, e installato nella fattoria di mattoni rossi vicino a Tournai, iniziò a produrre una delicata birra artigianale. Il gusto meravigliosamente effervescente, sostenuto dal limpido malto Pilsner, la rende molto bevibile; anche la luppolatura è delicata, oltre che rafforzata da fiori freschi di sambuco. A tutto ciò si aggiungono sentori di limone, melone e caprifoglio.


Fonte: Ben McFarland